Il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia Rifiuti Zero”, che comprende la raccolta differenziata “porta a porta”, è stato Capannori (Lucca). In un recente viaggio, ho avuto modo di intervistarne l’Assessore all’Ambiente, Alessio Ciacci.
1) Assessore, in cosa consiste la ‘Strategia Rifiuti Zero’?
Con questa strategia abbiamo intrapreso il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020; per ora, questo comprende il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata nel 2011, e l’impegno costante per la riduzione al minimo della produzione dei rifiuti.
2) In che modo vi state impegnando per raggiungere questi obiettivi?
Dunque: per quanto riguarda il sistema di raccolta, è ampliamente dimostrato che la modalità industriale e meccanizzata dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti, mentre la raccolta differenziata rimane a livelli bassi, che non riescono a superare il 35% di differenziazione (a Bitonto, a maggio 2009, si attestava al 18%, ndr). Il Comune di Capannori (primo in Italia, ndr) e l’azienda ASCIT Spa per servizi ambientali hanno per questo avviato – gradualmente, dal 1 febbraio 2005 – una completa riorganizzazione del servizio, andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta ‘porta a porta’, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.
3) Come funziona?
Il sistema a domicilio ha comportato (nelle frazioni servite) l’eliminazione di tutti i cassonetti dalle strade e la raccolta dei rifiuti – tramite operatori – direttamente da ogni casa. I rifiuti differenziati comprendono: carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica, vaschette alimenti), organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.
4) Quale percentuale di popolazione aderisce alla raccolta a domicilio?
Qui il ‘porta a porta’ è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini totali. Le frazioni servite fino all’inizio di quest’anno erano 18 (su 40); dal 6 aprile 2009 il servizio è stato attivato ad altre 9 frazioni del Comune. La popolazione servita dalla raccolta domiciliare arriva, ad oggi, al 95,5%.
5) Quali sono stati i risultati ottenuti?
Nel 2004, prima del ‘porta a porta’, la raccolta differenziata a livello comunale stanziava sul 37,3%. Nel 2006, durante l’estensione del sistema domiciliare (col 31% della popolazione servita), abbiamo raggiunto il 53,66% e siamo diventati il primo comune toscano per la differenziazione. A fine 2008 la percentuale è salita al 60,24% (raggiungendo uno degli obiettivi della Strategia) e nel gennaio 2009 al 65,63%. Un dato importante è quello del marzo 2008, circoscritto alle frazioni servite dal ‘porta a porta’: 82% di raccolta differenziata.
5) Ci sono stati dei vantaggi economico – ambientali?
Certo. Per quanto riguarda i vantaggi ambientali, con la raccolta differenziata dal 2004 al 2007 abbiamo avviato a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti. A Marlia e Lammari (le due frazioni più abitate servite dal porta a porta) abbiamo avviato a riciclo, dal gennaio 2006 al dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti. Dall’avvio del ‘porta a porta’, grazie all’aumento della raccolta differenziata abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000 tonnellate.
Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2008 abbiamo risparmiato: l’abbattimento di 100.000 alberi, il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua (che equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di 31.647 cittadini) e l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2 (cioè anidride carbonica). Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2. Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 kg di CO2.
Per i vantaggi economici, bisogna considerare che nel 2007, a Capannori, sono state raccolte 15.723 tonnellate di materiale differenziato. In provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato è di 160 euro a tonnellata: se queste 15.723 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari ben 2.515.680,00 euro per il loro smaltimento.
La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 15.723 tonnellate è stata invece di 507.688 euro. Inoltre occorre considerare che la carta è una risorsa. Infatti dalla vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta nel 2007, sono stati ricavati ben 340.010 euro. Andando dunque a sottrarre il costo di smaltimento dei materiali differenziati, al ricavo ottenuto con la vendita della carta, si ottiene un costo complessivo – per le 15.723 tonnellate di rifiuti differenziati – di 167.678 euro. Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a 2.348.000 nel solo 2007.
A tutto questo vanno aggiunti i vantaggi occupazionali, cioè le 40 nuove assunzioni necessarie al sistema ‘porta a porta’, e quelli per tutti i cittadini, ossia la riduzione della tassa sui rifiuti (Tarsu) resa possibile dai risparmi del mancato smaltimento dei rifiuti.
6) Per la riduzione della produzione dei rifiuti, invece, la ‘Strategia Rifiuti Zero’ cosa prevede?
Ti riassumo, in breve le undici iniziative intraprese:
‘Compostaggio domestico’. Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, ossia la frazione organica. Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domestico, iniziata fin dal 2005, abbiamo tolto dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica abbiamo riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa sui rifiuti a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio. Grazie a questa politica, oggi le utenze che hanno avviato il compostaggio domestico sono salite a 2023 nel territorio comunale.
‘Capannori acquista verde’. Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori, primo in Toscana, ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi: con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement), tutti gli acquisti dell’ente comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli realizzati con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda degli articoli creati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere. Nel 2005 grazie al GPP il Comune di Capannori ha vinto il Premio “Toscana Ecoefficente”. Inoltre, abbiamo avviato un sistema interno al palazzo comunale che ha attivato la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio, i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita. Per questa politica abbiamo vinto nel 2008 il Premio “Comune Riutilizzatore”.
‘Acqua buona nelle mense’. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente sia per i rifiuti che producono che per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa. Per questo, a partire dall’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente nelle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto, ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel corso del 2008 altre scuole hanno aderito al progetto che ora stiamo estendendo a tutto il Comune.
‘La Via dell’Acqua’. Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via dell’Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.
‘Latte alla Spina’. Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta” abbiamo realizzato un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore: il cittadino potrà avere un latte non trattato, più fresco, più genuino e più economico (1 litro = 1 euro, in confronto a 1,50 euro del supermercato); all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte; il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
‘Detersivi alla spina’. Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, possono essere acquistati direttamente, usando un proprio contenitore. In tredici punti vendita del Comune di Capannori è possibile acquistare detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare all’ambiente lo smaltimento di tanti inutili imballaggi.
‘Ecosagre’. Grazie al nuovo regolamento e all’impegno delle associazioni non ci sarà più l’usa e getta di plastica nelle sagre estive. Che significa ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni estive paesane. Gli organizzatori delle stesse, infatti, si impegnano a differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra; a ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste e a utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile.
‘Pannolini ecologici’. I nuovi pannolini lavabili (quindi non ‘usa e getta’), semplici da usare, sono riutilizzabili: per il 90% sono costituiti da cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini. Il Comune ha fornito a 80 famiglie il primo kit e, dopo un’iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il secondo kit con una sovvenzione del 50%.
‘Assorbenti ecologici’. Sono disponibili presso la farmacia comunale. Grazie alla possibilità di essere lavati e più volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti. C’è anche un risparmio per le signore perché con la spesa equivalente di una quattro mesi di “usa e getta” si acquistano assorbenti ecologici che durano 10 anni. Il prodotto è anallergico e facilmente lavabile.
‘Mercatino di scambio e riuso’. Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. E’ questa l’idea che sta alla base del mercatino di scambio e riuso. Al termine della giornata i cittadini hanno lasciato in piazza le cose che non servono più, che sono state messe all’asta, sono state vendute, scambiate, regalate o barattate. Gli oggetti invenduti verranno riciclati.
‘Via la plastica da tutte le mense’. In tutte le mense scolastiche e comunali dove si usava la plastica, vengono invece inserite le lavastoviglie industriali e i piatti di coccio. Niente più piatti o bicchieri di plastica ma stoviglie lavabili che permettono un’ulteriore e notevole riduzione nella produzione degli scarti.
7) Dopo l’introduzione di tutte queste iniziative c’è stata un’effettiva riduzione dei rifiuti?
Negli ultimi 15 anni, la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo annuo di circa 100 mila tonnellate; qui, invece, abbiamo assistito ad una decrescita complessiva dei rifiuti prodotti: nel 2008, per esempio, questa ha registrato una percentuale di circa il 5%, con una riduzione di oltre il 20% sui rifiuti indifferenziati. Un dato estremamente positivo si riscontra nella produzione pro-capite di rifiuti giornalieri, che, appunto, dal 2004 ad oggi è andata progressivamente calando.
Si è infatti passati da 1,92 Kg di rifiuti pro capite al giorno del 2004 a 1,39 kg del gennaio 2009 e per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, sempre giornalieri pro-capite, da 1,21 Kg del 2004 a 0,48 Kg del gennaio 2009.
8 ) E’ chiaro che questi risultati si ottengono soprattutto grazie alla partecipazione cittadina: quanto avete investito su questo fronte?
Abbiamo tentato di rendere la cittadinanza il più possibile consapevole dell’importanza di determinate abitudini eco-sostenibili attraverso assemblee svolte in ogni contesto, sia istituzionale che ricreativo, nelle circoscrizioni, nei bar e nelle parrocchie, con un impegno ed un ascolto che ha fatto crescere dal basso l’idea, migliorandola passo per passo. Per la raccolta differenziata, in particolare, abbiamo voluto stimolare la partecipazione attraverso la collaborazione attiva con le associazioni locali di ognuna delle frazioni interessate. Grazie ad un piccolo sostegno economico (6 euro per ogni famiglia visitata), sono stati infatti i volontari delle associazioni del posto – ambientaliste, sportive, sanitarie – a visitare ogni nucleo familiare, distribuire il materiale informativo, i sacchetti ed i bidoncini e spiegare l’importanza della raccolta differenziata. Questo ha fatto sì che ogni cittadino sia stato visitato direttamente dal vicino, dal parente, dal conoscente o dall’amico: non c’è stata imposizione dall’altro (e dall’alto) ma un’opera di aggregazione che ha fatto crescere enormemente la sensibilità ambientale.
Gianluca Memoli


